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Fisioterapia Benfatti

   

    Valutazione e trattamento dei disordini neuro-muscolo-scheletrici

Benvenuto

Lo Studio Fisioterapico Benfatti nasce nel 2007 e si occupa della valutazione e trattamento dei disordini neuro-muscolo-scheletrici.

Le metodiche di trattamento  praticate rispondono agli standard internazionali e seguono i canoni dell' EBM(evidence based medicine) e EBP(evidence based practice),supportate quindi da numerose ricerche scientifiche.

Dopo un'accurata valutazione fisioterapica verrà  individuato un programma di trattamento specifico che potrà essere composto da tecniche di mobilizzazione, manipolazioni, terapie fisiche, taping ed esercizi.

L'obiettivo finale sarà quello di correggere i disordini neuro-muscolo-scheletrici e i sintomi associati


SEDE:  Via Aurelia N°15 (Km37,500)

               00055 Ladispoli(RM)

P.Iva: 09282631002 

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Telefono: 3496603253

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Iscrizione ordine TSRM PSTRP

n.10 albo della professione sanitaria di fisioterapista con delibera n.564/1 del 28/11/2018


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Profilo Professionale del Fisioterapista


Il Fisioterapista (già terapista della riabilitazione) è un professionista della Sanità in possesso del diploma di Laurea o titolo equipollente, che lavora, sia in collaborazione con il Medico e le altre professioni sanitarie, sia autonomamente, in rapporto con la persona assistita, valutando e trattando le disfunzioni presenti nelle aeree della motricità, delle funzioni corticali superiori e viscerali conseguenti ad eventi patologici, a varia eziologia, congenita o acquisita.


Secondo il D.M. 741/94 il Fisioterapista:


Elabora, anche in équipe multidisciplinare, la definizione del programma di riabilitazione volto all’individuazione ed al superamento del bisogno di salute del disabile;

Pratica autonomamente attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità motorie, psicomotorie e cognitive utilizzando terapie fisiche, manuali, massoterapiche e occupazionali;

propone l’adozione di protesi ed ausili, ne addestra all’uso e ne verifica l’efficacia;

Verifica le rispondenze della metodologia riabilitativa attuata agli obiettivi di recupero funzionale.

Svolge attività di studio, didattica e consulenza professionale, nei servizi sanitari ed in quelli dove si richiedono le sue competenze professionali.

Svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie pubbliche e private in regime di dipendenza o libero-professionale.


Decreto Ministero Sanità 14 settembre 1994, n. 741

(in GU 9 gennaio 1995, n. 6)


Regolamento concernente l’individuazione della figura e del relativo profilo professionale del fisioterapista


    IL MINISTRO DELLA SANITA’


Visto l’art. 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, recante: “Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’art. 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421″, nel testo modificato dal decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517;


Ritenuto che, in ottemperanza alle precitate disposizioni, spetta al Ministro della sanità di individuare con proprio decreto le figure professionali da formare ed i relativi profili, relativamente alle aree del personale sanitario infermieristico, tecnico e della riabilitazione;


Ritenuto di individuare con singoli provvedimenti le figure professionali;


Ritenuto di individuare la figura del fisioterapista;


Ritenuto che nell’ambito del profilo del fisioterapista vadano ricondotte, come formazioni complementari, le figure del terapista occupazionale e del terapista della psicomotricità;


Visto il parere del Consiglio superiore di sanità, espresso nella seduta del 22 aprile 1994;


Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell’adunanza generale del 4 luglio 1994;


Vista la nota, in data 13 settembre 1994, con cui lo schema di regolamento è stato trasmesso, ai sensi dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, al Presidente del Consiglio dei Ministri;


Adotta il seguente regolamento:


   Art. 1


1. E’ individuata la figura del fisioterapista con il seguente profilo: il fisioterapista è l’operatore sanitario, in possesso del diploma universitario abilitante, che svolge in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie, gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori, e di quelle viscerali conseguenti a eventi patologici, a varia eziologia, congenita od acquisita.


2. In riferimento alla diagnosi ed alle prescrizioni del medico, nell’ambito delle proprie competenze, il fisioterapista:


a) elabora, anche in équipe multidisciplinare, la definizione del programma di riabilitazione volto all’individuazione ed al superamento del bisogno di salute del disabile;


b) pratica autonomamente attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità motorie, psicomotorie e cognitive utilizzando terapie fisiche, manuali, massoterapiche e occupazionali;


c) propone l’adozione di protesi ed ausili, ne addestra all’uso e ne verifica l’efficacia;


d) verifica le rispondenze della metodologia riabilitativa attuata agli obiettivi di recupero funzionale.


3. Svolge attività di studio, didattica e consulenza professionale, nei servizi sanitari ed in quelli dove si richiedono le sue competenze professionali;


4. Il fisioterapista, attraverso la formazione complementare, integra la formazione di base con indirizzi di specializzazione nel settore della psicomotricità e della terapia occupazionale:


a) la specializzazione in psicomotricità consente al fisioterapista di svolgere anche l’assistenza riabilitativa sia psichica che fisica di soggetti in età evolutiva con deficit neurosensoriale o psichico;


b) la specializzazione in terapia occupazionale consente al fisioterapista di operare anche nella traduzione funzionale della motricità residua, al fine dello sviluppo di compensi funzionali alla disabilità, con particolare riguardo all’addestramento per conseguire l’autonomia nella vita quotidiana, di relazione (studio-lavoro-tempo libero), anche ai fini dell’utilizzo di vari tipi di ausili in dotazione alla persona o all’ambiente.


5. Il percorso formativo viene definito con decreto del Ministero della sanità e si conclude con il rilascio di un attestato di formazione specialistica che costituisce titolo preferenziale per l’esercizio delle funzioni specifiche nelle diverse aree, dopo il superamento di apposite prove valutative.


La natura preferenziale del titolo è strettamente legata alla sussistenza di obiettive necessità del servizio e recede in presenza di mutate condizioni di fatto.


6. Il fisioterapista svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero-professionale.


    Art. 2


1. Il diploma universitario di fisioterapista conseguito ai sensi dell’art. 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 , e successive modificazioni, abilita all’esercizio della professione.     


    Art. 3


1. Con decreto del Ministro della sanità di concerto con il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica sono individuati i diplomi e gli attestati, conseguiti in base al precedente ordinamento, che sono equipollenti al diploma universitario di cui all’art. 2 ai fini dell’esercizio della relativa attività professionale e dell’accesso ai pubblici uffici.


Legge 10 agosto 2000, n. 251


"Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione,

della prevenzione nonchè della professione ostetrica"


(Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 208 del 6 settembre 2000)


Art. 2.

(Professioni sanitarie riabilitative)


1. Gli operatori delle professioni sanitarie dell’area della riabilitazione svolgono con titolarità e autonomia professionale, nei confronti dei singoli individui e della collettività, attività dirette alla prevenzione, alla cura, alla riabilitazione e a procedure di valutazione funzionale, al fine di espletare le competenze proprie previste dai relativi profili professionali.


2. Lo Stato e le regioni promuovono, nell’esercizio delle proprie funzioni legislative, di indirizzo,di programmazione ed amministrative, lo sviluppo e la valorizzazione delle funzioni delle professioni sanitarie dell’area della riabilitazione, al fine di contribuire, anche attraverso la diretta responsabilizzazione di funzioni organizzative e didattiche, alla realizzazione del diritto alla salute del cittadino, al processo di aziendalizzazione e al miglioramento della qualità organizzativa e professionale nel Servizio sanitario nazionale, con l’obiettivo di una integrazione omogenea con i servizi sanitari e gli ordinamenti degli altri Stati dell’Unione europea.


SCENAR Terapia



Cos'è la malattia?

I fisiologi Russi  Anokhin, Parin, Kaznaheeev, Davidovskij

Definiscono la malattia come una variante di adattamento alle influenze negative.

Dopo un lungo periodo di tempo di influenza i nostri sistemi diventano esausti e l'organismo è a rischio di perdere funzioni vitali molto importanti per cui il corpo riduce al minimo le funzioni vitali ed alcune parti e funzioni vengono escluse dal controllo generale ed è qui che si genera la malattia, è un adattamento tramite malattia.

Quindi se la base della malattia è una violazione dell'omeostasi(equilibrio),il trattamento dovrà essere diretto alla ricostruzione e la normalizzazione delle funzioni dei nostri sistemi di adattamento.

Lo Scenar è un programma di ricostruzione dei Sistemi di Adattamento

Funzionamento


Al contatto degli elettrodi sulla pelle lo Scenar emette un proprio particolare tipo di impulso elettromagnetico.

Tale impulso, simile a quello fisiologico del corpo umano, non è mai lo stesso ma varia nel tempo in funzione alle risposte che riceve dal corpo, creando così un interazione tra il sistema umano e l'algoritmo(tipico ed unico) dello Scenar.

Questo porterà ad un cambiamento nello stato elettrico del tessuto con conseguente effetto di rilascio di ormoni e neuropeptidi attivando quindi a cascata una reazione di risposta di guarigione del nostro corpo.

Formazione del Continuum Regolatore


L'immagine di guarigione


Lo Scenar allenerà il corpo per ottenere un esatto livello di dinamica ovvero il grado di cambiamento realizzato durante il processo di guarigione


Usiamo lo Scenar per trattare:

Sistema Nervoso

(Problemi di colonna e disco,deformazioni della colonna,radicoliti,nevriti,ictus,malattie del snv)

Apparato Locomotore

(Miositi,artriti,lesioni,fratture)

Sistema Respiratorio

(Bronchiti,polmoniti,raffreddore,asma)

Sistema cardio-circolatorio

(Attacco di cuore,ipertensione,aritmia, endocardite,malattie varicose,ulcere trofiche)

Sistema Digerente

(Gastriti,enteriti,coliti,calcoli alla cistifellea,epatiti, ulcere gastriche,pancreatiti)

Sistema uro-gentitale

(Pielonefriti,cistiti,ovariti,sterilità,prostatiti,

calcoli renali,gestosi)

Tooth illness (Paradontiti infiammazioni,effetti indesiderati dopo il trattamento,pulpiti, sindrome del dolore)

Altre condizioni patologiche e loro combinazioni


Effetti della terapia Scenar:

Anti-edema

Anti-allergico

Effetto circolatorio

Anti-emorragico

Anti-Piretico

Regolazione della funzione immunitaria ed ormonale

Normalizzazione di tutti i tipi di metabolismo

Riparazione tissutale

Rianimazione

Effetto cosmetologico

Concetto di ASIMMETRIA SCENAR

Omeostasi del corpo

Bollino Blu

Lo studio dopo la valutazione dell'AIFI lazio ha ottenuto il bollino blu che attesta:


1)Di aver eliminato dal proprio Studio Professionale ogni barriera architettonica;

2)Di aver rispettato, nell’apertura del proprio Studio Professionale, tutte le Normative di Legge vigenti;

3)Di impegnarsi al rispetto del Codice Deontologico dell’AIFI;

4)Di adeguarsi alle indicazioni di AIFI-Lazio sulle corrette modalità di esercizio della Professione;

5)Di  aver  stipulato  un’Assicurazione per  la  RC  Professionale;

6)Di  far  firmare  ad  ogni  paziente  il  “Consenso  Informato  al  trattamento  fisioterapico”  ed  il  “Consenso al trattamento dei dati sensibili”;

Concetto Maitland


Il Concetto Maitland® appartiene all’ambito della Terapia Manuale, una specializzazione della Fisioterapia. Questo tipo di terapia/concetto si occupa dell’esame e del trattamento specifico del dolore e del sistema muscolo-scheletrico.


Come il termine “Terapia Manuale” suggerisce, ciò consiste in un approccio “hands-on” (approccio manuale). La tecnica permette, per esempio, di mobilizzare e trattare localmente e separatamente un problema della colonna. Le tecniche manuali possono anche essere usate direttamente su articolazioni periferiche come l’anca, il ginocchio e la spalla, permettendo di migliorare limitazioni di movimento e dolore.


La Terapia Manuale puo’ essere di aiuto nei seguenti disturbi:


problemi di schiena e del disco

problemi al collo e al rachide cervicale

artrite es. All’anca, ginocchio, colonna

dolore faciale, mal di testa e problemi temporo-mandibolari

irritazioni nervose come la sciatica o le mani ”addormentate”

dolore al ginocchio, es. In esito di un trauma al menisco o ad un legamento

problemi al gomito, come l’epicondilite (gomito del tennista)

problemi alle mani, es. Dopo un a frattura o nella sindrome del tunnel carpale

problemi al piede, es. Dopo distorsione o lesione legamentosa


La terapia manuale inoltre puo’ essere utile nel trattamento dopo un intervento chirurgico o un trauma sportivo così come consulenza per l’ergonomia sul lavoro o consigli sull’attività sportiva e nell’analisi del movimento.


Il trattamento inizia sempre facendo una valutazione completa dei tuoi problemi giorno per giorno. La tua descrizione del problema è molto importante per noi. Quindi viene fatto un esame fisico preciso per determinare il motivo dell’insorgenza dei tuoi disturbi. Un esame di un problema di spalla quindi potrebbe includere anche una valutazione del rachide cervicale, delle coste e della colonna toracica.


L’esame terrà conto del tuo problema specifico, in modo particolare rispetto all’intensità.


Il trattamento seguente si basa in modo specifico su questo esame. I problemi che individuiamo sono trattati usando metodi selezionati in modo specifico, ad esempio:


mobilizzazione articolare manuale

tecniche per ottenere una miglior flessibilità del tessuto nervoso

stretching muscolare e/o rinforzo muscolare

una spiegazione delle circostanze che fanno insorgere il problema, in modo da poter mantenere I successi del trattamento nel lungo termine

allenamento giorno per giorno o riallenamento sport-specifico

esercizi di auto-trattamento e guida all’autogestione del problema


Il tuo terapista effettuerà dei controlli regolari per assicurarsi che questi interventi ottengano il miglior effetto possibile. Questo tipo di approccio cerca di ottenere il maggior successo possibile nel minor tempo.

Facciamo ogni sforzo per sviluppare la nostra esperienza tenendo conto delle nuove scoperte scientifiche, con l’obiettivo di fornirti un trattamento efficace disegnato su misura per le tue condizioni individuali.

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Puoi acquistare il materiale per la tua riabilitazione cliccando sui link sottostanti:

Sei sicuro di stare seduto correttamente?


Molto spesso stando seduti per lunghi periodi di tempo compaiono dolori al collo ed alla schiena, la maggior parte delle cause è una postura seduta scorretta.

E' buona norma quindi correggere regolarmente la postura seduta in pochi semplici passi:


1- Sedersi appoggiango il più possibile la seduta allo schienale e in questa posizione spostare avanti le spalle.


2- Posizionare un cuscino lombare tipo McKenzie nella zona lombare(Attenzione non mettere il cuscino nella zona dorsale o all'altezza dei glutei).


3-Ritornare con le spalle verso lo schienale in modo da sentire la spinta del cuscino nella zona lombare.

Ottenendo così la posizione fisiologica corretta, scaricando la tensione muscolare e distribuendo le forze compressive intradiscali.

Già con questo semplice consiglio potrete notare molti miglioramenti dei vostri sintomi.


Se però tali sintomi non dovessero alleviarsi contattami e valuteremo insieme l'origine del disturbo.

Letture consigliate


Consigli per la lettura:
PERIODIZZAZIONE DELL'ALLENAMENTO SPORTIVO
Autore: Tudor Bompa, PhD, Prof. Carlo A. Buzzichelli
Editore: Calzetti Mariucci editori 2017 (nuova edizione)

La periodizzazione dell'allenamento sportivo è la base di ogni atleta, purtroppo però quasi la totalità degli atleti la ignora.
Questo libro è uno dei capisaldi dei libri sull'allenamento che ogni atleta, preparatore e fisioterapista sportivo dovrebbe avere nella propria libreria. L'opera è molto ben fatta, spiga benissimo i vari sistemi energetici implicati nell'allenamento di ogni sport e come ottimizzare al meglio la periodizzazione per ottenere il massimo dei risultati. Unica pecca è un testo basato su ricerche di atleti professionisti per cui molti schemi di recupero e frequenze di allenamento per ottimizzare la supercompensazione vanno un pò modificati in base alle proprie esigenze personali.
Buona lettura.


Articoli Accademici


Sezione dedicata alla pubblicazione di alcuni articoli accademici.

    Format: Abstract


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Diabetes Metab Res Rev. 2017 Jan;33(1). doi: 10.1002/dmrr.2828. Epub 2016 Jun 30.

Benefits of a Paleolithic diet with and without supervised exercise on fat mass, insulin sensitivity, and glycemic control: a randomized controlled trial in individuals with type 2 diabetes.

Otten J#1, Stomby A#1, Waling M2, Isaksson A3, Tellström A1, Lundin-Olsson L4, Brage S5, Ryberg M1, Svensson M3, Olsson T1.

Author information

Abstract

BACKGROUND:


Means to reduce future risk for cardiovascular disease in subjects with type 2 diabetes are urgently needed.

METHODS:


Thirty-two patients with type 2 diabetes (age 59 ± 8 years) followed a Paleolithic diet for 12 weeks. Participants were randomized to either standard care exercise recommendations (PD) or 1-h supervised exercise sessions (aerobic exercise and resistance training) three times per week (PD-EX).

RESULTS:


For the within group analyses, fat mass decreased by 5.7 kg (IQR: -6.6, -4.1; p < 0.001) in the PD group and by 6.7 kg (-8.2, -5.3; p < 0.001) in the PD-EX group. Insulin sensitivity (HOMA-IR) improved by 45% in the PD (p < 0.001) and PD-EX (p < 0.001) groups. HbA1c decreased by 0.9% (-1.2, -0.6; p < 0.001) in the PD group and 1.1% (-1.7, -0.7; p < 0.01) in the PD-EX group. Leptin decreased by 62% (p < 0.001) in the PD group and 42% (p < 0.001) in the PD-EX group. Maximum oxygen uptake increased by 0.2 L/min (0.0, 0.3) in the PD-EX group, and remained unchanged in the PD group (p < 0.01 for the difference between intervention groups). Male participants decreased lean mass by 2.6 kg (-3.6, -1.3) in the PD group and by 1.2 kg (-1.3, 1.0) in the PD-EX group (p < 0.05 for the difference between intervention groups).

CONCLUSIONS:


A Paleolithic diet improves fat mass and metabolic balance including insulin sensitivity, glycemic control, and leptin in subjects with type 2 diabetes. Supervised exercise training may not enhance the effects on these outcomes, but preserves lean mass in men and increases cardiovascular fitness. Copyright © 2016 John Wiley & Sons, Ltd.

TRIAL REGISTRATION:


ClinicalTrials.gov NCT01513798.

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